La libertá che uccide

La libertá che uccide

Secondo Pavel Florenski1 la “fondamentale difficoltà” della metafisica antica é quella di come poter coniugare l’unità con la molteplicità.

Che applicato al campo della politica vuol significare come integrare l’unità di una nazione, di un’istituzione o di un popolo con la molteplicità e il pluralismo delle differenze che ne fanno parte, ossia i cittadini, le istituzioni intermedie, le etnie, le minoranze.

C’è stata una grande trasformazione: per Plotino l’Uno precedeva per dignità ontologica l’essere. Per i postmoderni tutta la realtà è un infinita differenza dove la ricchezza consiste nel non partecipare a un universale, cioè a nessuna cosa che sia comune a tutti.

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