Il peso della libertá III

Il peso della libertá III

Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell’umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale attraverso la lente della vita interiore mistica. La prima e seconda parte nella rubrica ->“Essays”

La vita interiore induce l’opera dello Sviluppo Integrale
Ora, nell’ immagine di Dio, dobbiamo accettare la somiglianza di Dio e espandere esponenzialmente le nostre attenzioni oltre il nostro ristretto ambito dell’io, della famiglia, della comunità, della nazione — fino a comprendere l’intera umanità.

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Il peso della libertá: La Libertà emerge dalla vita interiore 2

Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell'umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale, attraverso la lente della vita interiore mistica.

Il peso della libertá: La Libertà emerge dalla vita interiore 2

Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell’umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale attraverso la lente della vita interiore mistica. La prima parte nella rubrica “Essays”

Parte II: La Libertà emerge dalla vita interiore

Il disegno divino ci mostra che la Libertà non è una condizione a priori, ma una condizione emergente. La vera Libertà non è un diritto politico concesso da un documento statale, ma un sottoprodotto spirituale di un’anima che raggiunge la purezza e l’allineamento con il Disegno Divino. La Libertà, nell’ordine divino, è piuttosto l’effetto, o lo stato risultante, della vita interiore fatta di preghiera, meditazione e unione con il Creatore. È lo stato emergente di una mente abituata alla contemplazione di Gesù Cristo, che è il riflesso perfetto e l’espressione vivente, in completa unità con Dio Padre. Questa contemplazione del puro amore di Cristo per il Padre, a sua volta, purifica lo stato interiore dei pensieri della mente e orienta la volontà verso i desideri di Dio Padre. Questa contemplazione riporta il nostro sguardo alla Fonte di Luce — mentre, al contrario, il pensiero illuminista umanistico concentrava il nostro sguardo sui confini esterni di qualsiasi raggio di luce che scegliessimo di seguire allontanandoci dalla Fonte. Da qui l’insorgere della nostra molteplicità cancerosa,1 che, naturalmente, eravamo liberi di seguire.

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Il peso della libertà

Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell’umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale, attraverso la lente della vita interiore mistica.

Il peso della libertà

Parte I
Il ritorno di Astrea: la giustizia divina rinata

Ovunque stiamo assistendo al crollo degli ideali della democrazia liberale e all’ascesa e alla normalizzazione dei regimi autoritari. Sembra che «il nuovo ordine per i secoli» sia ormai superato e stia per scomparire. Mentre la democrazia liberale vacilla, osserviamo con timore e ci chiediamo: è questa la fine della civiltà umana? È questo il fallimento del progetto dello Sviluppo Integrale? E giustamente ci chiediamo: dove abbiamo sbagliato?

Non disperiamo. Ricordiamo piuttosto che la promessa incisa nel Gran Sigillo degli Stati Uniti, Novus Ordo Seclorum,1 è stata ripresa dal poeta romano Virgilio quando, nel 40 a.C., scrisse: «Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo»,2 che significa: «Il grande ordine dei secoli rinasce», o, come altri traducono, «Un grande ciclo di secoli rinasce».

Quando l’ordine mondiale che Virgilio conosceva stava crollando, egli scriveva di una promessa mentre osservava le guerre civili romane che laceravano l’impero. In questo momento della storia umana, in cui ogni ordine viene stravolto, Virgilio sta sia piangendo una grande perdita sia profetizzando una nuova nascita. Perché ogni cosa che ha inizio nasce dalla morte dell’ultima cosa che un tempo era stata anch’essa il nuovo inizio promesso. Anziché la fine di un ordine mondiale a cui si era affezionato, è la fenice che risorge dalle ceneri che Virgilio tiene negli occhi. È proprio partendo da questa prospettiva che egli annunciò la profezia di un bambino miracoloso che avrebbe inaugurato un’Età dell’Oro, un ritorno della giustizia, poiché Astrea, la dea della giustizia, avrebbe riportato il pacifico e antico regno di Saturno.

Quando Virgilio, nell’Ecloga IV, annuncia: «Ora ritorna la vergine, ritorna il regno di Saturno. Astrea sta discendendo di nuovo sulla Terra!» 3, Virgilio non era concentrato sulla fine. Era concentrato su un nuovo inizio. Infatti, negli anni a venire, sotto il nuovo dominio imperiale di Augusto, Roma fu testimone della giustizia e un’età dell’oro di pace fu, almeno per il periodo della dinastia dei Flavi, ripristinata nel primo Impero Romano. Possiamo vedere questa stessa promessa del ritorno della pace dopo i grandi sconvolgimenti causati dalla Riforma, poiché la regina Elisabetta I utilizzò l’immaginario di Astraea per indicare che lei era la reincarnazione della fanciulla delle stelle destinata a portare la giustizia divina in Gran Bretagna. 4

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La libertá che uccide

La libertá che uccide

Secondo Pavel Florenski1 la “fondamentale difficoltà” della metafisica antica é quella di come poter coniugare l’unità con la molteplicità.

Che applicato al campo della politica vuol significare come integrare l’unità di una nazione, di un’istituzione o di un popolo con la molteplicità e il pluralismo delle differenze che ne fanno parte, ossia i cittadini, le istituzioni intermedie, le etnie, le minoranze.

C’è stata una grande trasformazione: per Plotino l’Uno precedeva per dignità ontologica l’essere. Per i postmoderni tutta la realtà è un infinita differenza dove la ricchezza consiste nel non partecipare a un universale, cioè a nessuna cosa che sia comune a tutti.

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