Il celebre verso di David Maria Turoldo introduce questa breve e, certamente, non esaustiva riflessione sulla “giustizia”, tema spesso al centro di dibattiti e di rivendicazioni. Chiediamoci quale sia il significato del termine “giustizia” in una società globalizzata, multiculturale, dominata dalle leggi del mercato e dalla tecnologia, e, soprattutto su quale fondamento si può ancorare il concetto di “giustizia” se i riferimenti religiosi e morali non sono più validi e condivisi? E’ giusta una società che parla con il linguaggio delle armi? In questi giorni i termini più pronunciati, nel dibattito pubblico, sono quelli inerenti alla guerra, alla violenza, alla morte di persone innocenti, all’attacco armato. Sembra che l’uomo sia preda di una inesauribile sete di potere e sia capace solo di concepire progetti di distruzione, di aggressione, di invasione di spazi appartenenti ad altri. Anche papa Leone XIV, nell’Angelus di domenica 15 marzo, ha posto l’attenzione sulle “drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo”.
[Leggi]Io voglio sapere se la giustizia è possibile…
