L'intelligenza artificiale, il nuovo linguaggio del peccato originale

Giustificazione, Pigrizia, Paura

IA, Peccato Originale, Giustificazione: tre termini tradizionali che dovremmo esaminare attentamente per superare il rischio di diventare esseri umani schiavi: schiavi di noi stessi, della storia e delle tecnologie, al fine di raggiungere quella conoscenza che ci conferisce potere, ma non la saggezza necessaria per vivere come persone libere, ovvero dotate di intelligenze: volitiva per cercare la verità, intenzionale per fare il bene e spirituale per trascendere creando bellezza.

Ho chiesto all’IA quali fossero i 5 contributi più importanti che essa fornisce alla mente umana e i 5 rischi più importanti che la mente umana corre con l’uso dell’IA. Queste sono state le sue risposte. (I contributi sono scritti in carattere normale e i rischi in corsivo, per facilitare il confronto).
1- Ampliare la nostra capacità di gestire le informazioni. Gestione della disinformazione di massa.
2- Potenziamento delle diagnosi mediche. Violazione della privacy e incentivazione della fuga di talenti.
3- Traduzione e comunicazione linguistica in tempo reale. Distorsione nella gestione degli algoritmi e discriminazione delle variabili.
4- Modellizzazione (intenzionale) delle scoperte scientifiche. Vulnerabilità informatica.
5- Formazione personalizzata delle potenzialità di ciascuno. Impatto sul mondo del lavoro, instabilità e mancanza di fedeltà tra lavoratore e azienda.

È molto interessante osservare il rapporto tra i benefici e i rischi di cui l’IA ci mette in guardia. È la realtà della nostra esistenza: non esiste beneficio che non abbia un costo, né verità umana che non possa essere falsata. Per questo è importante non lasciarci abbagliare dal racconto dell’albero della Scienza del Bene e del Male con cui l’IA può soggiogarci, perché ci condannerebbe alla sterilità della menzogna generata dalla pigrizia e dalla paura di dover lavorare per diventare saggi e, … ricicleremmo il Peccato Originale.

La tradizione del peccato originale — che richiede un’ermeneutica (interpretazione) per cogliere il senso del messaggio che racchiude — narrata in Genesi 2 e 3, proprio come nell’IA, presenta aspetti positivi e controindicazioni.

Teaching

1- Il serpente era la più astuta delle bestie create e parlò (attraverso l’orecchio della sua coscienza) alla donna (origine di tutti gli esseri umani viventi). La donna rispose: «Dio ci ha detto: se mangeremo del frutto dell’albero della vita e della saggezza (necessaria e indispensabile per adempiere al mandato di custodire e coltivare l’Eden), moriremo» (Genesi 2,15).

2- Il giorno in cui ne mangerete, vi si apriranno gli occhi (della vostra coscienza) e sarete saggi, come Dio, per dominare la terra. La donna si rese conto che il frutto dell’albero era buono e desiderabile per acquisire intelligenzaauto-giustificazione (bugia elegante).

3- Si aprirono gli occhi a entrambi e videro di essere nudi. Si nascosero dalla vista di Dio tra gli alberi del Giardino… paura di essere scoperti.

4- Dove sei, Adamo? Ho sentito il tuo rumore nel Giardino e mi sono nascosto perché ho avuto paura di essere nudo (perché ho mangiato dall’albero che mi avevi proibito di mangiare, per non dover custodire e coltivare il Giardino, Genesi 2, 15) … pigrizia.

5- La donna che mi hai dato come compagna mi ha offerto il frutto e io ne ho mangiato. Il serpente mi ha sedotto e ne ho mangiato… La giustificazione, la menzogna, a cascata, generata dalla pigrizia e dalla paura, di dover studiare, lavorare, sviluppare la creatività, nell’obbedienza al mandato di essere parte creativa della natura.

Il costo e il superamento di qualsiasi verità umana sono soggetti al calcolo tra costo e beneficio che cercheremo di giustificare come se fosse la verità. La verità può essere solo personale e tra persone; per questo Gesù Cristo arrivò a dire «Io sono la verità»; nessun altro nella storia dell’umanità ha potuto dirlo né smentirlo. Ma la confondiamo con la certezza delle nostre conoscenze scientifiche, soggette alla legge della falsificabilità, e con la convinzione che i nostri desideri possano diventare realtà.

I contributi dell’IA sono meravigliosi e per questo affascinanti, ma tra tutti spicca il potenziamento che ci offre per lo sviluppo delle intelligenze spirituale e trascendente, che ci permetteranno di essere saggi, perché ci concede molto tempo per cercare, espandere e godere della verità e della bellezza racchiuse in ogni persona umana. Tutto ciò richiede di superare la pigrizia e la paura che ci sommergono come neo peccato originale e la cui anima è la mitomania dominante nel nostro mondo attuale.

L’IA, se la utilizziamo per custodire e coltivare l’Eden (Genesi 2,15) delle persone e della natura, ci aiuterà a sviluppare la nostra intelligenza trascendente, il che ci consentirà di continuare a vivere oltre il tempo; non moriremo. E se utilizziamo l’IA per scoprire, stimolare e creare bellezza (nel corpo, nella mente e nello spirito) delle persone in modo congiunto, sociale e comunitario, svilupperemo la nostra intelligenza spirituale e non avremo bisogno di ricorrere alla menzogna (o alle giustificazioni) per sentirci realizzati o potenti.

Supereremo così il neo-peccato originale che ci induce alla consapevolezza collettiva che la mitomania sia un modo di vivere (tutti mentono, tutti mentiamo, quindi va bene; basta che sia consensuale e/o legalizzato democraticamente). Superare tutto questo grazie all’intelligenza spirituale e trascendente è un’utopia? Sì, perché l’utopia è «la perfezione del possibile» e questo è possibile.

Come citare questo articolo
Julián Aparicio Garrido PhD. (2026, 18 luglio). L'intelligenza artificiale, il nuovo linguaggio del peccato originale. RIIDblog. http://riidblog.org/it/post/18-07-2026/


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