Ghosting

negarsi all’altro nell’era digitale

Il termine “Ghosting”, derivato dall’inglese “ghost”, “fantasma”, entra nei neologismi del vocabolario Treccani nel 2024, la definizione recita testualmente: “Interrompere all’improvviso e senza dare spiegazioni ogni tipo di relazione con una persona, rendendosi irrintracciabili”. L’antropologia digitale e la psicologia, nei propri ambiti di indagine scientifica, hanno delineato questo fenomeno, sempre più diffuso nel tempo delle relazioni mediate dalla rete, che causa, in chi lo subisce, una dolorosa sensazione di abbandono.

L’antropologia digitale studia e cerca di comprendere l’impatto delle tecnologie informatiche sugli esseri umani che le utilizzano. “Uno degli scopi dell’antropologia, come afferma Gaetano Piccolo S.J., è favorire l’auto-comprensione dell’essere umano, cioè attivare un processo di consapevolezza delle dinamiche esistenziali e culturali nelle quali egli si trova a vivere”. Negli anni novanta del secolo scorso i ricercatori Daniel Miller e Don Slater avviarono una ricerca per studiare l’utilizzo e l’influenza della rete di Internet sugli abitanti dell’isola di Trinidad. I loro pionieristici studi di antropologia digitale hanno contribuito alla definizione di Internet non solo come fonte di informazioni e di conoscenza ma come uno spazio in cui gli individui sviluppano e vivono dinamiche relazionali già esistenti, gli abitanti di Trinidad usavano la rete per comunicare con i loro cari lontani, oppure ne intrecciavano di nuove tracciando forme di connessione imprevedibili e nuove formazioni di comunità. Tali constatazioni portavano a superare la dicotomia “digitale\virtuale”, materiale\reale” per rilevare l’influenza reciproca dei due ambiti. Il “reale” informa il “digitale” e il “digitale” fa evolvere in modo nuovo il “reale”. Lo sviluppo vertiginoso e pervasivo delle tecnologie digitali ha cambiato profondamente la cultura, l’economia, l’identità degli esseri umani, le relazioni interpersonali. Per questo la comprensione sempre più approfondita dell’utilizzo delle tecnologie da parte degli esseri umani, nei vari contesti socio-culturali, è fondamentale per analizzare i cambiamenti che avvengono nell’ideazione e nell’interiorità degli individui. I social network e i social media sono diventati spazi di appartenenza, di riconoscimento sociale, di interazione professionale, di comunicazione e di condivisione di passioni e sentimenti. Le varie azioni compiute in rete hanno una grande risonanza e richiamano ad una precisa responsabilità personale. L’analisi del Ghosting deve tenere presente la necessità degli esseri umani di sentirsi inseriti in una comunità, di stabilire relazioni durature, di percepirsi importanti per la persona cui ci si sente legati da amicizia, da amore o da vincoli familiari. La comunicazione è parte integrante della relazione e ne determina l’evoluzione e la cura. In ogni rapporto, oltre alle azioni, le parole possono costruire o distruggere; dare felicità ed essere la carezza che fa stare bene o stare male ed essere il pugno in faccia che ferisce e getta nella disperazione e nel risentimento. In rete è più facile interrompere una relazione, l’altro non è fisicamente presente, lo schermo protegge il “ghoster”.

Teaching labirinto digitale

Gli psicologi hanno definito un possibile profilo psicologico di chi pratica il ghosting. Può capitare che il ghoster consideri una relazione fin dall’inizio poco significativa, non importante e senta di poterla interrompere quando e come vuole; oppure ha paura del confronto con l’altro, soffre il disagio del conflitto, della fine di una relazione; il ghosting si configura come una strategia di evitamento o di limitazione rispetto al sovraccarico di messaggi. Può anche rivelare un tratto di personalità manipolatoria e narcisistica, incapace di empatia e di vero coinvolgimento emotivo. Comunque il ghosting, anche nelle forme mitigate, (Caspering: la persona spiega qualcosa prima di sparire o Breadcrumbing: dare piccoli segnali o messaggi facendo credere all’altro di essere in una relazione ma in realtà non considerarsi minimamente legati), è sempre una mancanza grave di rispetto per l’altro, una forma di “abuso emotivo”. La persona che subisce il ghosting sviluppa un trauma legato alla mancanza di spiegazione ed all’abbandono; prova sentimenti di rabbia, sensi di colpa, abbassamento dell’autostima, ansia, ruminazione mentale di pensieri negativi che bloccano la mente (Overthinking), perfino dolore fisico. Il primo passo per uscire da una situazione così dolorosa è l’accettazione della decisione dell’altro; la consapevolezza che le relazioni possono finire; la decisione di attraversare il dolore, di dare un nome alle emozioni, anche a quelle negative, soprattutto non sentirsi in colpa e cercare la via per ricostruire l’interiorità distrutta. Coltivare, anche in rete, relazioni interpersonali generative e feconde.

“Fin dal mattino
Da quando siamo un colloquio
E possiamo ascoltarci l’un l’altro
Grande cognizione l’uomo ha avuto; presto però saremo canto.”
(Friedrich Holderlin).


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