<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Filosofia &amp; Pensiero Critico on Rielo Institute for Integral Development</title><link>https://riidblog.org/</link><description>Recent content in Filosofia &amp; Pensiero Critico on Rielo Institute for Integral Development</description><generator>Hugo -- gohugo.io</generator><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 26 Sep 2026 00:00:00 +0000</lastBuildDate><atom:link href="https://riidblog.org/it/temi/filosofia/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>La dignità della persona umana e l’intelligenza artificiale</title><link>https://riidblog.org/it/post/26-09-2026/</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/26-09-2026/</guid><author>Ángel Rodríguez Guerro PhD &amp; Duvan Alberto Henao Manrique Phd</author><description>In questo lungo articolo cerco di rispondere a domande come “chi è la persona umana”; “su cosa si fonda il concetto di dignità della persona”; “cos’è l’intelligenza artificiale”; “se la persona possa essere ridotta a un algoritmo” o se “l’intelligenza artificiale possa spiegare il carattere trascendentale dello spirito umano, lo stato di apertura trascendentale all’Assoluto, visto che è proprio l’Assoluto stesso a produrla”. Queste e altre domande che sorgeranno lungo il percorso saranno l’oggetto di questo lavoro.</description></item><item><title>Il limite umano tra Postumanesimo e Transumanesimo</title><link>https://riidblog.org/it/post/17-09-2026/</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/17-09-2026/</guid><author>Cristina Scorrano</author><description>Lo sviluppo delle tecnologie digitali, delle bio-tecnologie e dell’AI ha condotto la ricerca filosofica a porsi domande sulla natura dell’uomo, sulle possibilità di potenziamento delle capacità umane intellettive e fisiche, sull’ibridazione dell’essere umano con la macchina (Cyborg), sugli eventuali scenari disegnati dal superamento evolutivo della specie umana.</description></item><item><title>La specie umana deve continuare ad abitare la Terra?</title><link>https://riidblog.org/it/post/22-08-2026/</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/22-08-2026/</guid><author>Cristina Scorrano</author><description>La domanda che dà il titolo a questo Post, formulata da papa Leone XIV nell'introduzione del libro *"Disarmata e disarmante*", è una domanda cruciale per ogni uomo e chiama alla responsabilità etica. La specie umana può continuare ad abitare la Terra sfruttando in modo sconsiderato le risorse, depredando e applicando la logica del dominio e del profitto, continuando a portare distruzione e morte con le troppe guerre che infiammano il pianeta? Ha senso la guerra? Il riarmo globale? La pace è possibile?</description></item><item><title>L'umanità non è in vendita</title><link>https://riidblog.org/it/post/13-08-2026/</link><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/13-08-2026/</guid><author>Annalisa Saccà PhD</author><description>In una recente intervista con Zanny Minton Beddoes, caporedattrice dell’Economist, a Elon Musk è stato chiesto come sarà il mondo tra dieci anni. Egli ha risposto che sarà dominato dall’intelligenza artificiale, la cui intelligenza supererà la somma dell’intelligenza umana — che «non ci sarà davvero nulla che l’intelligenza artificiale non possa fare meglio degli esseri umani, tranne forse l’essere umani». L’esito più probabile, ha proseguito, è un’«era di incredibile abbondanza in cui chiunque potrà avere tutto ciò che riesce a immaginare», un’«economia quasi infinita» in cui «la portata del cambiamento è indescrivibile». L’IA e i robot, secondo la sua visione, controlleranno la produzione di beni e servizi, generando più di quanto qualsiasi essere umano possa mai consumare. L’unico vero compito che ci rimane, in questa visione, è garantire che l’IA abbia buoni valori, abbia a cuore l’umanità e sia il più possibile orientata alla ricerca della verità e alla curiosità.</description></item><item><title>La famiglia. Ieri e oggi.</title><link>https://riidblog.org/it/post/06-08-2026/</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/06-08-2026/</guid><author>Angel Rodriguez Guerro PhD</author><description>Essere persona non è qualcosa di aggiuntivo, non è una qualità o una caratteristica dell’essere umano: è il modo in cui l’essere umano esiste, è. La dignità non è legata alle sue qualità morali, fisiche o intellettuali, ma semplicemente al fatto che egli «è», al fatto che, in quanto individuo della specie umana, occupa un posto assolutamente speciale nel creato.
Per il cristiano la dignità dell’uomo ha un triplice fondamento: la sua origine divina, la sua qualità di immagine e somiglianza di Dio e la sua finalità nel Creatore stesso. La dignità è così definita, per tutti gli uomini in egual misura, in relazione diretta con Dio, indipendentemente da ogni altra condizione: razza, nazionalità, sesso, età, credenze, condizione sociale. Questa dignità è più che morale, più che etica, più che psicologica: è costitutiva dell’essere umano e la sua natura è ontologica. Non può essere concessa dall’individuo a se stesso, né possiamo farla dipendere dalla sua vita morale; né può essere concessa dallo Stato – come avveniva a Roma – o dalla società, sebbene spetti a loro riconoscerla e vigilare affinché non vi siano violazioni.
Nel tema che ci occupa, abbiamo un padre, una madre e dei figli, tutti dotati della stessa dignità.</description></item><item><title>L'individualismo e i diritti umani</title><link>https://riidblog.org/it/post/03-08-2026/</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/03-08-2026/</guid><author>Angel Rodriguez Guerro PhD</author><description>Il tentativo del secolarismo contemporaneo di eliminare Dio dalla vita pubblica ha portato a cancellare da essa anche l’uomo concreto e a sostituirlo con un’astrazione giuridica che si dissolve di fronte all’analisi e alla critica. È dubbio che l’essere umano possa dotarsi di un codice che protegga effettivamente la sua vita e i suoi diritti, se dimentica l’aspetto più fondamentale di quella vita: che essa è un dono, non un bene qualsiasi a disposizione, e che l’uomo non è padrone dell’universo, ma un essere contingente e una creatura.</description></item><item><title>Il peso della libertá III</title><link>https://riidblog.org/it/post/31-07-2026/</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/31-07-2026/</guid><author>Sarah Pattison, PhD</author><description>Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell’umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale attraverso la lente della vita interiore mistica.</description></item><item><title>Il peso della libertá: La Libertà emerge dalla vita interiore 2</title><link>https://riidblog.org/it/post/26-07-2026/</link><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/26-07-2026/</guid><author>Sarah Pattison PhD</author><description>Questa serie in tre parti esplora i cicli storici del ritorno dell’umanità a un ordine sociale giusto, nonché la natura e il ruolo della Libertà nello Sviluppo Integrale attraverso la lente della vita interiore mistica. La prima parte nella rubrica -&gt;"Essays" .</description></item><item><title>Il peso della libertà</title><link>https://riidblog.org/it/post/24-07-2026/</link><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/24-07-2026/</guid><author>Sarah Pattison PhD</author><description>&lt;p&gt;Parte I&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Il ritorno di Astrea: la giustizia divina rinata&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovunque stiamo assistendo al crollo degli ideali della democrazia liberale e all’ascesa e alla normalizzazione dei regimi autoritari. Sembra che «il nuovo ordine per i secoli» sia ormai superato e stia per scomparire. Mentre la democrazia liberale vacilla, osserviamo con timore e ci chiediamo: è questa la fine della civiltà umana? È questo il fallimento del progetto dello Sviluppo Integrale? E giustamente ci chiediamo: dove abbiamo sbagliato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non disperiamo. Ricordiamo piuttosto che la promessa incisa nel Gran Sigillo degli Stati Uniti, Novus Ordo Seclorum,&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a href="#fn:1" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; è stata ripresa dal poeta romano Virgilio quando, nel 40 a.C., scrisse: «Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo»,&lt;sup id="fnref:2"&gt;&lt;a href="#fn:2" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; che significa: «Il grande ordine dei secoli rinasce», o, come altri traducono, «Un grande ciclo di secoli rinasce».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando l’ordine mondiale che Virgilio conosceva stava crollando, egli scriveva di una promessa mentre osservava le guerre civili romane che laceravano l’impero. In questo momento della storia umana, in cui ogni ordine viene stravolto, Virgilio sta sia piangendo una grande perdita sia profetizzando una nuova nascita. Perché ogni cosa che ha inizio nasce dalla morte dell’ultima cosa che un tempo era stata anch’essa il nuovo inizio promesso. Anziché la fine di un ordine mondiale a cui si era affezionato, è la fenice che risorge dalle ceneri che Virgilio tiene negli occhi. È proprio partendo da questa prospettiva che egli annunciò la profezia di un bambino miracoloso che avrebbe inaugurato un’Età dell’Oro, un ritorno della giustizia, poiché Astrea, la dea della giustizia, avrebbe riportato il pacifico e antico regno di Saturno.&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando Virgilio, nell’Ecloga IV, annuncia: &lt;em&gt;«Ora ritorna la vergine, ritorna il regno di Saturno. Astrea sta discendendo di nuovo sulla Terra!»&lt;/em&gt; &lt;sup id="fnref:3"&gt;&lt;a href="#fn:3" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, Virgilio non era concentrato sulla fine. Era concentrato su un nuovo inizio. Infatti, negli anni a venire, sotto il nuovo dominio imperiale di Augusto, Roma fu testimone della giustizia e un’età dell’oro di pace fu, almeno per il periodo della dinastia dei Flavi, ripristinata nel primo Impero Romano.
Possiamo vedere questa stessa promessa del ritorno della pace dopo i grandi sconvolgimenti causati dalla Riforma, poiché la regina Elisabetta I utilizzò l’immaginario di Astraea per indicare che lei era la reincarnazione della fanciulla delle stelle destinata a portare la giustizia divina in Gran Bretagna. &lt;sup id="fnref:4"&gt;&lt;a href="#fn:4" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La libertá che uccide</title><link>https://riidblog.org/it/post/05-07-2026/</link><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/05-07-2026/</guid><author>Riccardo Colasanti MD</author><description>&lt;p&gt;Secondo Pavel Florenski&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a href="#fn:1" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; la “fondamentale difficoltà” della metafisica antica é quella di come poter coniugare l’unità con la molteplicità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che applicato al campo della politica vuol significare come integrare l’unità di una nazione, di un’istituzione o di un popolo con la molteplicità e il pluralismo delle differenze che ne fanno parte, ossia i cittadini, le istituzioni intermedie, le etnie, le minoranze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è stata una grande trasformazione: per Plotino l’Uno precedeva per dignità ontologica l’essere. Per i postmoderni tutta la realtà è un infinita differenza dove la ricchezza consiste nel non partecipare a un universale, cioè a nessuna cosa che sia comune a tutti.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La persona non è un algoritmo</title><link>https://riidblog.org/it/post/29-05-2026/</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/29-05-2026/</guid><author>Cristina Scorrano</author><description>E’ del 13 aprile 2026 un articolo su FQ Magazine del Fatto Quotidiano che narra la storia di Katie, 32 anni, ex dipendente delle Risorse Umane in un’azienda, vittima di una depressione post-partum superata, secondo quanto da lei stessa affermato, utilizzando l’IA ed affidando all’algoritmo la completa gestione della propria vita. “Ho descritto all’IA la vita dei miei sogni e ora seguo sempre i suoi ordini. Non mi fido di me, Chatgpt decide anche se devo lavarmi i capelli”.
Sono in crescita esponenziale, soprattutto nel mondo occidentale, le persone che scaricano App in grado di creare chatbot su misura, strutturati con specifici dati che si configurano come confidenti, coach, amici virtuali. Gli “IA Companion” offrono conforto, non giudicano, non contraddicono, ricordano tutto, sono seducenti, hanno, di solito, un tono di voce armonioso e gentile, creano una “bolla relazionale” che fa sentire bene, accettati, compresi. I giovani si fidano sempre di più dei Chatbot, fanno loro richieste che interessano i campi più disparati: dalla morale alla medicina, alla spiritualità. Le più importanti piattaforme digitali stanno cercando esperti di filosofia morale, di antropologia, di teologia per fornire informazioni etiche e sapienziali agli algoritmi. Nelle relazioni virtuali non è necessaria l’empatia, né lo sforzo di ascoltare l’altro. Queste interazioni tra l’uomo e l’IA con GPT (Generative Pre-Trained Transformer), capaci di elaborare testi simili a quelli umani, pongono almeno due questioni pressanti: la definizione della persona nella sua essenza e nel suo differenziarsi dall’IA e l’evoluzione del linguaggio umano nell’era computazionale. La questione del linguaggio nell’era digitale è stata affrontata nel testo di Paolo Benanti *“L’uomo è un algoritmo?”*. L’autore si chiede: *“In che misura e in che modo questa forma di linguaggio computato “partecipa” del linguaggio umano? Come e quanto è capace di mappare la realtà e di contribuire a creare il nostro mondo?”* La rete neurale (Transformer) di cui è dotata ChatGpt la rende capace non solo di elaborare numerosissimi dati ma anche di gestire regole grammaticali e sintattiche; tuttavia, come afferma Benanti, la “comprensione semantica del GPT è limitata: il modello non ha intenzionalità o coscienza, cioè non comprende realmente ciò che sta dicendo. Imita il linguaggio umano sulla base delle correlazioni statistiche tra le parole nei dati di addestramento.” * Inoltre nessun assistente digitale può essere in grado di conferire un “senso” alle parole. Il “senso” è legato alla cultura della persona, al suo riferimento valoriale, alle sue esperienze esistenziali, all’interpretazione, alla percezione, sempre soggettiva, che un determinato lemma....</description></item><item><title>Io voglio sapere se la giustizia è possibile…</title><link>https://riidblog.org/it/post/17-03-2026/</link><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/17-03-2026/</guid><author>Cristina Scorrano</author><description>&lt;p&gt;Il celebre verso di David Maria Turoldo introduce questa breve e, certamente, non esaustiva riflessione sulla “giustizia”, tema spesso al centro di dibattiti e di rivendicazioni. Chiediamoci quale sia il significato del termine “giustizia” in una società globalizzata, multiculturale, dominata dalle leggi del mercato e dalla tecnologia, e, soprattutto su quale fondamento si può ancorare il concetto di “giustizia” se i riferimenti religiosi e morali non sono più validi e condivisi? E’ giusta una società che parla con il linguaggio delle armi? In questi giorni i termini più pronunciati, nel dibattito pubblico, sono quelli inerenti alla guerra, alla violenza, alla morte di persone innocenti, all’attacco armato. Sembra che l’uomo sia preda di una inesauribile sete di potere e sia capace solo di concepire progetti di distruzione, di aggressione, di invasione di spazi appartenenti ad altri.
Anche papa Leone XIV, nell’Angelus di domenica 15 marzo, ha posto l’attenzione sulle “drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo”.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La guerra degli scarafaggi</title><link>https://riidblog.org/it/post/05-03-2026/</link><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://riidblog.org/it/post/05-03-2026/</guid><author>Riccardo Colasanti MD</author><description>&lt;p&gt;E´ sempre terribile vedere come umanità, generazione dopo generazione, trovi la sua aspirazione maggiore nella guerra, nell&amp;rsquo;assassinio, nella distruzione. Nell&amp;rsquo;annullamento di parte di sé stessa. Si dirà : &lt;em&gt;&amp;ldquo;Non é colpa mia. E&amp;rsquo; l&amp;rsquo;altro che mi é nemico e quindi devo schiacciarlo come una pianta velenosa&amp;rdquo;&lt;/em&gt; .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cioè lo stesso discorso di Caino che interrogato da Yahweh , dopo aver sparso il sangue di Abele, fornì la sorprendente risposta &lt;em&gt;&amp;ldquo;Chi mi ha fatto guardiano di mio fratello?&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>