Parte I
Il ritorno di Astrea: la giustizia divina rinata
Ovunque stiamo assistendo al crollo degli ideali della democrazia liberale e all’ascesa e alla normalizzazione dei regimi autoritari. Sembra che «il nuovo ordine per i secoli» sia ormai superato e stia per scomparire. Mentre la democrazia liberale vacilla, osserviamo con timore e ci chiediamo: è questa la fine della civiltà umana? È questo il fallimento del progetto dello Sviluppo Integrale? E giustamente ci chiediamo: dove abbiamo sbagliato?
Non disperiamo. Ricordiamo piuttosto che la promessa incisa nel Gran Sigillo degli Stati Uniti, Novus Ordo Seclorum,1 è stata ripresa dal poeta romano Virgilio quando, nel 40 a.C., scrisse: «Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo»,2 che significa: «Il grande ordine dei secoli rinasce», o, come altri traducono, «Un grande ciclo di secoli rinasce».
Quando l’ordine mondiale che Virgilio conosceva stava crollando, egli scriveva di una promessa mentre osservava le guerre civili romane che laceravano l’impero. In questo momento della storia umana, in cui ogni ordine viene stravolto, Virgilio sta sia piangendo una grande perdita sia profetizzando una nuova nascita. Perché ogni cosa che ha inizio nasce dalla morte dell’ultima cosa che un tempo era stata anch’essa il nuovo inizio promesso. Anziché la fine di un ordine mondiale a cui si era affezionato, è la fenice che risorge dalle ceneri che Virgilio tiene negli occhi. È proprio partendo da questa prospettiva che egli annunciò la profezia di un bambino miracoloso che avrebbe inaugurato un’Età dell’Oro, un ritorno della giustizia, poiché Astrea, la dea della giustizia, avrebbe riportato il pacifico e antico regno di Saturno.
Quando Virgilio, nell’Ecloga IV, annuncia: «Ora ritorna la vergine, ritorna il regno di Saturno. Astrea sta discendendo di nuovo sulla Terra!» 3, Virgilio non era concentrato sulla fine. Era concentrato su un nuovo inizio. Infatti, negli anni a venire, sotto il nuovo dominio imperiale di Augusto, Roma fu testimone della giustizia e un’età dell’oro di pace fu, almeno per il periodo della dinastia dei Flavi, ripristinata nel primo Impero Romano. Possiamo vedere questa stessa promessa del ritorno della pace dopo i grandi sconvolgimenti causati dalla Riforma, poiché la regina Elisabetta I utilizzò l’immaginario di Astraea per indicare che lei era la reincarnazione della fanciulla delle stelle destinata a portare la giustizia divina in Gran Bretagna. 4
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