Coloro che vanno contro la giustizia sono come bestie selvagge per gli altri uomini. Con denti affilati e pelle sudata e tremante. La durezza degli uomini forti, la loro natura animale, che nulla può fermare perché dominati dalle loro passioni, è quella della Genealogia della morale, quando Nietzsche afferma che gli uccelli malvagi amano gli agnelli, «perché non c’è nulla di più delizioso di un agnello tenero».
Questo principio di saturazione forzata del proprio essere, questa baldoria fino allo scoppio, mangiando tutto, digerendo tutto, distruggendo tutto, potrebbe essere scambiato da alcune persone infelici per una sorta di grandezza, come se si ergessero al di sopra dei comuni mortali. Ma la luce è data ai tiranni dalle mediocrità. Il semidio, il superuomo, ha bisogno di folle di mediocri che lo acclamano per lodarlo e sostenerlo.
I segni dolorosi di tutto questo sono ora visibili nel mondo. Con le barriere della giustizia infrante, ogni concetto di bene comune distrutto, ogni norma infranta per liberare lo spirito della bestia, stiamo perdendo quel poco di civiltà che abbiamo raggiunto e stiamo tornando a Caino che uccide Abele. Ce lo siamo cercati. Troppi secoli passati a cercare di scambiare il bene con il male. O a discutere del male come causa del bene, come se fosse un gioco di società. E nessuno è salvo perché tutti, per quanto bene abbiano fatto, si sono mescolati al bile letale dell’arroganza.

Caino, con il suo sangue oscuro, nutre una passione omicida per essere l’unico, l’unico Dio, il nuovo Yahweh. Ma è solo un povero criminale, un uomo meschino, schiavo della sua ossessione: un’oca ingrassata e imbottita di cibo, di cui i suoi compagni criminali ricordano solo il fegato grasso quando lo assaggiano a Natale, ricordando le sue debolezze e le sue illusioni con risate volgari. Solo Cristo può salvarci da tale orrore. Solo la purezza infinita può cambiare queste menti folli dall’interno, solo Cristo può risvegliarci dall’ossessione del male, da questa serie infinita di scene d’orrore che si susseguono e ci stanno distruggendo. Solo Cristo può riportare il silenzio nelle anime infiammate dal rumore della vita. Per simpatizzare, alleviare ed elevare i pensieri più puri.
I segni dolorosi di tutto questo sono ora visibili nel mondo. Con le barriere della giustizia abbattute, ogni concetto di bene comune infranto, ogni norma violata per liberare lo spirito della bestia, stiamo perdendo quel poco di civiltà che abbiamo raggiunto e stiamo tornando a Caino che uccide Abele. Ce lo siamo cercati. Troppi secoli passati a cercare di scambiare il bene con il male. O a discutere del male come causa del bene, come se fosse un gioco di società. E nessuno è salvato perché tutti, per quanto bene abbiano fatto, si sono mescolati al bile letale dell’arroganza.

Caino, con il suo sangue oscuro, nutre una passione omicida per essere l’unico, l’unico Dio, il nuovo Yahweh. Ma è solo un povero criminale, un uomo meschino, schiavo della sua ossessione: un’oca ingrassata e imbottita di cibo, di cui i suoi compagni criminali ricordano solo il fegato grasso quando lo assaggiano a Natale, ricordando le sue debolezze e le sue illusioni con risate volgari. Solo Cristo può salvarci da tale orrore. Solo la purezza infinita può cambiare queste menti folli dall’interno, solo Cristo può risvegliarci dall’ossessione del male, da questa serie infinita di scene d’orrore che si susseguono e ci stanno distruggendo. Solo Cristo può riportare il silenzio nelle anime infiammate dal rumore della vita. Per simpatizzare, alleviare ed elevare i pensieri più puri.