Ci sono domande che, per la loro radicalità, ci colpiscono, ci inducono a fermarci per riflettere, si pongono all’attenzione come domande giuste, formulate da un autentico pensare che apre all’interrogazione, alla ricerca di pensieri e prospettive nuove. Domande non retoriche, ma vere che intercettano il desiderio di verità ed indicano la direzione da intraprendere.
La domanda che dà il titolo a questo Post, formulata da papa Leone XIV nell’introduzione del libro “Disarmata e disarmante” 1, è una domanda cruciale per ogni uomo e chiama alla responsabilità etica. La specie umana può continuare ad abitare la Terra sfruttando in modo sconsiderato le risorse, depredando e applicando la logica del dominio e del profitto, continuando a portare distruzione e morte con le troppe guerre che infiammano il pianeta? Ha senso la guerra? Il riarmo globale? La pace è possibile?
James Hillman, autore del libro “Un terribile amore per la guerra” 2, apre il suo saggio con la narrazione di una scena del film: “Patton, generale d’acciaio” di Schaffner, che vede il generale contemplare la distruzione di un campo di battaglia ed esclamare: “Come amo tutto questo”. Il testo indaga il fenomeno “guerra” nella sua dimensione universale e metastorica, nel suo essere connaturato all’umano spirito di combattimento, “allo stato marziale dell’anima” 3 che si fa sedurre e guidare dal desiderio di dominio sugli altri e cerca, nelle varie epoche storiche, diverse giustificazioni alle violenze ed alle sopraffazioni effettuate, quasi sempre, per ripristinare una nuova e più stabile condizione di pace. “Se non entriamo dentro questo amore “folle” per la guerra, afferma Hillman, non riusciremo mai a prevenirla né a parlare in modo sensato di pace e disarmo”4. Questo amore folle si radica in archetipi mitologici, Eros e Thanatos, che continuano a vivere nella mente degli esseri umani. Per comprendere più profondamente l’attrazione degli esseri umani per la guerra proviamo a seguire l’argomentazione di Hillman che affronta due paradossi: “la guerra è normale”, “la guerra è inumana”. La guerra è sempre esistita; Eraclito afferma che “La guerra, il conflitto (Polemos) di tutte le cose è padre”, la guerra è insita in tutte le cose, nel mondo fuori di noi ed in noi. Se l’uomo ha una natura sociale, se, come afferma Aristotele, egli è “un animale politico” e se la guerra “è la continuazione della politica con altri mezzi” (Von Clausewitz), possiamo affermare che la guerra è connaturata all’essere dell’uomo. “Non c’è bisogno, sostiene Hillman, di cercarne le cause nell’irruzione dell’Es contro il Super-io, nelle angosce di castrazione del maschio, in proiezioni paranoidi, in sentimenti di inferiorità sovracompensati, né di attribuirla al testosterone. Le basi inconsce della guerra consistono più probabilmente nel non saper cogliere l’intera portata della nostra natura animale: nel non sapere o volere capire che la nostra animalità non è semplicemente odiosa e bestiale, ma armoniosamente in sintonia con la guerra, perché siamo ciascuno un politikòn zoon.”5. M. Foucault pone la guerra come fondamento dello stato e dell’ordinamento sociale: “la storia che ci regge e ci determina ha la forma della guerra più che del linguaggio: rapporti di potere, non rapporti di senso.” La guerra, quindi, sembra essere più “normale” della pace. Inoltre, si deve considerare che la “parola “pace” si traduce troppo rapidamente come “sicurezza” ed una sicurezza acquistata al prezzo delle libertà civili”6
Parlando della guerra non si può tralasciare il suo “volto inumano” (J. Keegan) con le sue terribili caratteristiche: crudeltà intenzionale, coercizione, impersonalizzazione.
L’inumanità della guerra è senza limiti, si autoalimenta nella violenza cieca e nel terrore che semina, l’uomo nella sua unicità scompare, la crudeltà si manifesta nella pianificazione omicida, negli stupri, nei massacri di civili innocenti. “La guerra è un atto di forza e non vi è alcun limite logico all’applicazione di quella forza” (Von Clausewitz). La tecnologia applicata alla guerra può amplificarne enormemente il volto inumano. Hillman si domanda se sia lecito immaginare che diventi realtà l’aspirazione dell’uomo alla fine di ogni guerra: “Mai più la guerra!” e se l’inumanità della guerra potrà “essere contrastata con le strutture umane dell’amore e della ragione”7. E’ urgente che l’uomo consapevole dei rischi a cui è esposto faccia ricorso alla razionalità per costruire un futuro di pace.
Se l’uomo vuole continuare ad abitare la Terra, l’imperativo: “Mai più la guerra!” deve diventare realtà; perseguire la Pace rigettando la violenza e le politiche fondate sul riarmo deve essere considerata l’unica via di salvezza per l’umanità.
Ad oggi, secondo il Global Peace Index 2026, 103 paesi sono coinvolti in azioni di guerra. Negli ultimi dieci anni le spese militari sono aumentate fino a raggiungere 2.718 miliardi di dollari, rappresentando il 2,5% del PIL mondiale 8. “La guerra - afferma papa Leone XIV- infligge ferite che danneggiano l’intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l’intera famiglia umana e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere ad immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della Terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti ed in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro testimonianza del Vangelo della Pace” 9. La pace è dono del Cristo Risorto, esige la conversione del cuore, si nutre di piccoli gesti di amore e di cura, è disarmata, non si impone con la forza e la violenza, è disarmante , come la bontà, come il mistero del Dio bambino. “E’ la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale”10. La nostra specie potrà continuare ad abitare la Terra se tutti insieme costruiremo un mondo di Pace nella verità, nella giustizia e nella speranza, se, come si auspica il Papa, ciascuno farà della Pace “la causa della propria vita” 11.
Leone XIV, Disarmata e disarmante. La pace è un dono, a cura di A. Banfi, ed. LEV, 2026 ↩︎
J. Hillman, Un terribile amore per la guerra, ed. Adelphi, 2005 ↩︎
Ibidem ↩︎
Ibidem pag. 11 ↩︎
Ibidem ↩︎
Ibidem pag. 51 ↩︎
Ibidem pag. 260 ↩︎
Leone XIV, Messaggio per la LIXGiornata Mondiale della Pace, 2026 ↩︎
Leone XIV, Messaggio per la XI giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato 2026 ↩︎
Leone XIV, Messaggio per la LIXGiornata Mondiale della Pace, 2026 ↩︎
Leone XIV, Disarmata e disarmante. La pace è un dono, a cura di A. Banfi, ed. LEV, 2026 ↩︎
Come citare questo articolo
Cristina Scorrano. (2026, 22 agosto). La specie umana deve continuare ad abitare la Terra?. Rielo Institute for Integral Development. https://riidblog.org/it/post/22-08-2026/
