Cari Migranti. Mi inginocchio davanti alla vostra dignitá
Il mare, con la sua polisemia, è protagonista e sfondo nel discorso che papa Leone XIV ha pronunciato al Porto di Arguineguin (Las Palmas de Gran Canaria) lo …
Il mare, con la sua polisemia, è protagonista e sfondo nel discorso che papa Leone XIV ha pronunciato al Porto di Arguineguin (Las Palmas de Gran Canaria) lo …
Nell’Introduzione all’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, il papa afferma che la magnifica umanità oggi è posta di fronte ad una scelta cruciale: …
E’ del 13 aprile 2026 un articolo su FQ Magazine del Fatto Quotidiano che narra la storia di Katie, 32 anni, ex dipendente delle Risorse Umane in un’azienda, vittima di una depressione post-partum superata, secondo quanto da lei stessa affermato, utilizzando l’IA ed affidando all’algoritmo la completa gestione della propria vita. “Ho descritto all’IA la vita dei miei sogni e ora seguo sempre i suoi ordini. Non mi fido di me, Chatgpt decide anche se devo lavarmi i capelli”. Sono in crescita esponenziale, soprattutto nel mondo occidentale, le persone che scaricano App in grado di creare chatbot su misura, strutturati con specifici dati che si configurano come confidenti, coach, amici virtuali. Gli “IA Companion” offrono conforto, non giudicano, non contraddicono, ricordano tutto, sono seducenti, hanno, di solito, un tono di voce armonioso e gentile, creano una “bolla relazionale” che fa sentire bene, accettati, compresi. I giovani si fidano sempre di più dei Chatbot, fanno loro richieste che interessano i campi più disparati: dalla morale alla medicina, alla spiritualità. Le più importanti piattaforme digitali stanno cercando esperti di filosofia morale, di antropologia, di teologia per fornire informazioni etiche e sapienziali agli algoritmi. Nelle relazioni virtuali non è necessaria l’empatia, né lo sforzo di ascoltare l’altro. Queste interazioni tra l’uomo e l’IA con GPT (Generative Pre-Trained Transformer), capaci di elaborare testi simili a quelli umani, pongono almeno due questioni pressanti: la definizione della persona nella sua essenza e nel suo differenziarsi dall’IA e l’evoluzione del linguaggio umano nell’era computazionale. La questione del linguaggio nell’era digitale è stata affrontata nel testo di Paolo Benanti *“L’uomo è un algoritmo?”*. L’autore si chiede: *“In che misura e in che modo questa forma di linguaggio computato “partecipa” del linguaggio umano? Come e quanto è capace di mappare la realtà e di contribuire a creare il nostro mondo?”* La rete neurale (Transformer) di cui è dotata ChatGpt la rende capace non solo di elaborare numerosissimi dati ma anche di gestire regole grammaticali e sintattiche; tuttavia, come afferma Benanti, la “comprensione semantica del GPT è limitata: il modello non ha intenzionalità o coscienza, cioè non comprende realmente ciò che sta dicendo. Imita il linguaggio umano sulla base delle correlazioni statistiche tra le parole nei dati di addestramento.” * Inoltre nessun assistente digitale può essere in grado di conferire un “senso” alle parole. Il “senso” è legato alla cultura della persona, al suo riferimento valoriale, alle sue esperienze esistenziali, all’interpretazione, alla percezione, sempre soggettiva, che un determinato lemma....
Il termine “Ghosting”, derivato dall’inglese “ghost”, “fantasma”, entra nei neologismi del vocabolario Treccani nel 2024, la definizione recita testualmente: …
Il celebre verso di David Maria Turoldo introduce questa breve e, certamente, non esaustiva riflessione sulla “giustizia”, tema spesso al centro di dibattiti e …